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PER
UN PATTO FEDERALE EUROPEO
L'ITALIA E' SENZA FUTURO FUORI DALL'EUROPA L'EUROPA E' SENZA FUTURO SE NON SI CREA UNO STATO FEDERALE EUROPEO
La partecipazione al processo di integrazione europea, che ha portato ad una sempre più stretta unione tra Stati che per secoli si erano combattuti, ha garantito ai cittadini italiani sessant'anni di pace e consentito loro di raggiungere livelli di benessere, sicurezza e fiducia nel futuro pari a quelli dei paesi più avanzati. I governi, i partiti politici, l'opinione pubblica italiani hanno contribuito a mantenere e promuovere questa linea di sviluppo della politica europea e mondiale, ponendosi nei momenti cruciali all'avanguardia nel proporre e sostenere iniziative rivolte a favorire uno sbocco federale del processo di unificazione europea, come in occasione della CED con Alcide De Gasperi, della battaglia per l'elezione diretta del Parlamento europeo e di quella per la creazione della moneta unica. Con l'allargamento dell'Unione europea a venticinque Stati, il processo di integrazione si è bloccato sia sul terreno politico-istituzionale che su quello economico-monetario. Oggi l'Unione europea non ha le istituzioni e le politiche adeguate per far fronte alle nuove sfide poste dall'evoluzione del mondo e, a causa della crescente divergenza degli interessi nazionali degli Stati dell'Europa allargata, non può dotarsene. In questo modo vengono meno i presupposti sui quali si sono fondate la rinascita politica e la ripresa economica italiane nel dopoguerra. Al di fuori di un progetto di rilancio dell'unificazione politica europea l'Italia è destinata a cadere nelle contraddizioni particolaristiche e nazionaliste del passato, e a imboccare la strada del declino politico, economico e civile. Per scongiurare questo pericolo, è necessario che le forze politiche e quelle della società civile abbandonino la retorica europeista che, consapevolmente o inconsapevolmente, giustifica il rinvio sine die del trasferimento delle sovranità nazionali a livello europeo nei settori chiave della politica estera, della difesa e della fiscalità. Esse devono assumersi la responsabilità di rivendicare la creazione di un primo nucleo di Stato federale europeo a partire dai Paesi fondatori, senza il quale non è più possibile alcun rilancio dell'unificazione politica europea. Qualunque governo italiano a cui stia a cuore il futuro dell'Italia, qualunque forza politica che voglia contribuire al mantenimento della democrazia e alla promozione della pace e dello sviluppo nel nostro continente, deve proporre e sostenere nell'ambito dei Paesi fondatori: 1) il rilancio della costruzione europea fuori dai Trattati esistenti, che ormai non offrono margini di progresso in senso federale; 2) la sottoscrizione di un patto federale, attraverso il quale gli Stati disposti a farlo trasferiscano a livello europeo la sovranità in campo militare e nella politica estera; 3) l'assunzione dell'impegno di convocare un'Assemblea costituente da eleggere nei paesi che abbiano sottoscritto e ratificato il patto, con il mandato di redigere la costituzione dello Stato federale europeo aperto a quanti vorranno aderirvi.
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