Politica e società

Oggi viene spontaneo riflettere sul significato, il ruolo ed il futuro storico del modello politico democratico, per una ragione in particolare: i cittadini europei, anche i più giovani, tendono inesorabilmente a dissociarsi dalla partecipazione civica nazionale; l'arena politica stessa nell'immaginario comune è pensata come un luogo losco, ambiguo, corrotto.

Pubblichiamo una riflessione sui fatti di Parigi legati alla strage di Charlie Hebdo che esula dall’analisi strettamente politica e che invita a riflettere sui valori basilari della civiltà europea...

Andando contro corrente, le parole del giovane autore di questo articolo richiamano la voglia di dare il proprio contributo per superare la rassegnazione e costruire un futuro di speranza e di progresso, assumendosi la responsabilità in prima persona.

Mentre è facile constatare che Internet ha trasformato la realtà produttiva e quindi la società e la politica in tutto il mondo, quando il Web viene pensato come strumento di democrazia diretta il giudizio diventa difficile.

Le conclusioni del Forum mondiale dei movimenti sociali di Tunisi mettono ancora una volta in evidenza i limiti dei movimenti internazionalisti e la loro incapacità di rinunciare al mito della sovranità esclusiva degli Stati nazionali.

Appunti su due scritti di Francesco Rossolillo(*) come spunto di riflessione sull’importanza del ruolo svolto, e da svolgersi, da parte del MFE, e come occasione di approfondimento, in primo luogo personale, in merito alla cultura fondante dell’azione federalista.

Il recente discorso di Giorgio Napolitano alla Fondazione Pellicani di Venezia sui legami tra la crisi della politica, rimasta confinata nel quadro nazionale, e l'attuale impasse della costruzione europea merita di essere ripreso e meditato.

Il meeting dell’European Social Forum e il confronto tra pacifismo e federalimo europeo.

Se la democrazia rimane nazionale non esiste sbocco positivo per i problemi sovranazionali e vincono l’estremismo e il nazionalismo. Solo la statualità europea garantisce pace e progresso per gli Europei.

Nel Manifesto di Ventotene, scritto nel ’41 durante il confino, Altiero Spinelli spiega le ragioni per le quali “il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell’Europa in stati nazionali sovrani”...

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