La globalizzazione suscita sentimenti contrapposti, inducendo pensieri contrastanti. Timore e positività, diniego ed interesse; queste dicotomie polarizzano anche gli approcci politici delle grandi potenze mondiali.

Il futuro dell'Europa è incerto.

Da un lato, il progetto della progressiva integrazione politica, e i suoi fautori; dall'altro, il ritorno del progetto nazionalista con il suo messaggio distruttivo abbandonare l'Europa ed il progetto di integrazione.

Il vero significato del voto al referendum del 4 dicembre

Il dibattito che si è aperto intorno alla proposta di riforma costituzionale, in vista del referendum chiamato a deciderne il destino, non sta aiutando i cittadini a comprendere qual è la vera posta in gioco nella consultazione del 4 dicembre.

L’inaspettata vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali americane apre un nuovo capitolo nelle relazioni americane con l’Europa.

Di fronte alle difficoltà e alle crisi in cui l'Europa sta versando - a partire da quella economica iniziata nel 2008 - accentuate dal populismo anti-europeo che ne mina la credibilità agli occhi dei cittadini europei, la Commissione per gli affari costituzionali del Parlamento europeo (PE) ha stilato due progetti di relazione relativi alla revisione del Trattato di Lisbona che sono attualmente in discussione e che dovrebbero esser votati entro la fine dell’anno.

L’attuale conflitto libico presenta oggi uno scenario molto frastagliato, connotato dalla presenza di distinte fazioni rivali, ognuna di esse in lotta per il dominio di un paese che da sempre è stato preda di conflitti interni e non solo, principalmente a causa del suo posizionamento strategico e dei numerosi giacimenti di petrolio e gas naturale, le cui riserve si stima che ammontino a circa 44 miliardi di barili, che condizioneranno pesantemente le sorti del paese.

La notte dello scorso 15 luglio si è verificato un tentativo di colpo di stato in Turchia, guidato da alcuni dei vertici delle forze armate turche per rovesciare il governo del Presidente Recep Tayyip Erdogan.

“Con la crisi delle ideologie tutto è diventato incerto [...]  Non si sa più [...] quali siano le cause dello stato insoddisfacente della società attuale. [...] quale sia la società da costruire e con chi bisogna costruirla.” Già nel 1981 Mario Albertini identificava con chiarezza la crisi politica che stiamo vivendo.

Sono passati quasi quattro mesi da quando si è svolto il disastroso referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione europea. Ma, come per ogni evento politico, dopo poco più di una settimana, la maggioranza delle persone ha iniziato a disinteressarsi al caso in questione. Così, distratto dalla pausa estiva e i successivi dibattiti sulle elezioni negli Usa e sul referendum costituzionale, c’è chi si è permesso di dire che nel Regno Unito non ci sono state conseguenze in seguito al referendum. Esattamente il contrario della verità.

Oggi viene spontaneo riflettere sul significato, il ruolo ed il futuro storico del modello politico democratico, per una ragione in particolare: i cittadini europei, anche i più giovani, tendono inesorabilmente a dissociarsi dalla partecipazione civica nazionale; l'arena politica stessa nell'immaginario comune è pensata come un luogo losco, ambiguo, corrotto.

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