La deriva autoritaria che la presidenza Erdogan sta imponendo al proprio paese, dovrebbe preoccupare il mondo intero per la posizione geopolitica strategica della Turchia. Al di là di ogni considerazione a proposito del fallito colpo di Stato sul quale permangono dubbi e contraddizioni, è evidente che il Presidente Erdogan doveva aver predisposto da tempo la lunga lista di persone e autorità da epurare.

"Dopo ogni attacco terroristico, sento sempre lo stesso mantra: abbiamo bisogno di più coordinazione, abbiamo bisogno di una migliore coordinazione. Quante altre persone devono morire prima che si riconosca il fatto che la "coordinazione" in Europa non è semplicemente abbastanza?". Con queste parole l'europarlamentare belga GuyVerhofstadt (ALDE) ha commentato l'attentato a Bruxelles all'Europarlamento, riassumendo efficacemente il paradosso in cui si trova l'Europa oggi.

Il 4 Marzo l'ufficio stampa della Commissione ha rilasciato un importante documento che espone il piano degli organi europei per affrontare la crisi dei rifugiati in corso senza sacrificare una delle più grandi conquiste dell'Europa unita: la libertà di movimento dei cittadini europei.

Dopo una lunga trattativa tra l'Unione Europea e la Turchia è stato raggiunto in occasione del Consiglio Europeo del 18 marzo l'accordo (Piano di Azione Comune o JAP) sulla gestione dei flussi di migranti che, passando dalla Turchia, cercano di raggiungere le coste della Grecia. Lo scopo dell'accordo è quello di limitare l'arrivo dei migranti sulle spiagge greche e cercare di esternalizzare il problema dei profughi in Turchia.

23 Giugno 2016: questa data, indubbiamente, verrà ricordata per la sua importanza storica.

I risultati del referendum sull'appartenenza del Regno Unito all'Unione Europea sono sconcertanti: la maggioranza dei cittadini votanti, in particolare le fasce della popolazione di età avanzata, hanno optato per “Brexit”, sebbene l'uscita effettiva vada ancora formalizzata e realizzata; secondo l'articolo 50 del Trattato di Maastricht, nei prossimi due anni, l'UE ed il Regno Unito dovranno contrattare le modalità di recesso, fondamentali per ripensare i loro rapporti politici.

Relazione della prima sessione su “Il processo di unificazione europea: laboratorio per un nuovo modello di convivenza tra gli Stati e tra i cittadini” del XX seminario “Il federalismo e l’unità europea” , Desenzano, 29 aprile 2016.

Il 6 aprile, presso la sala consiliare del Comune di Pavia, ha avuto luogo il XII Forum sull'Europa a conclusione del ciclo di incontri del "Progetto di educazione alla cittadinanza europea, alla mondialità e alla pace".

La crisi economica, quella dei flussi migratori e il terrorismo, spingono l’opinione pubblica a perdere fiducia nell’Unione europeaea. Ma è la pretesa di voler preservare la propria impotente sovranità che impedisce di affrontare con successo questi problemi.

Quante vittime dobbiamo ancora piangere in Europa prima che gli Stati nazionali riconoscano la loro impotenza e accettino di creare gli strumenti europei per proteggere la sicurezza dei cittadini?

Cercare di descrivere il nostro tempo non è facile. La società globale, la frammentazione dei conflitti, i rapporti internazionali sono elementi che concorrono alla formazione di un sistema complesso, la cui interpretazione è particolarmente ostica.

Informazioni aggiuntive