A gennaio l’ECOFIN, cioè il Consiglio dei ministri dell’economia e della finanza degli Stati membri dell’Unione europea, ha raggiunto un primo accordo di base sull’Unione bancaria, meccanismo che ha come scopo quello di monitorare lo stato dei bilanci delle principali banche europee ed intervenire qualora una di queste fosse in difficoltà o a rischio fallimento facendo si che il salvataggio non avvenga più tramite fondi degli Stati (e quindi dei cittadini) ma tramite un fondo privato finanziato dalle stesse banche.

Chi avrebbe mai immaginato che lo stralcio degli accordi di libero commercio con l’Unione europea da parte del governo di Yanukovich, ci avrebbe condotto ad una crisi politica internazionale tra Russia da una parte e USA ed Europa dall’altra, rievocando scenari da Guerra fredda? L’incertezza sul futuro dell’Ucraina è totale e molto dipende dalle future mosse della Russia di Putin e dagli USA di Obama. In questi giorni l’apice della crisi appare essere l’annessione della Crimea (territorio strategico per le basi navali militari russe) attraverso un referendum. Le conseguenze di questo gesto politico possono innescare un fenomeno di balcanizzazione con esiti molto drammatici. Sarajevo docet.

I recenti e tragici avvenimenti in Ucraina, che hanno portato alla caduta e alla fuga del presidente Janukovich, hanno visto trionfare la rivolta popolare, che ha avuto il pregio ed il coraggio di persistere nelle proprie richieste sino alla caduta del presidente in carica.

Affermando il principio del controllo comune del sistema bancario e della mutualizzazione dei rischi, il Consiglio del 19-20 dicembre ha segnato un punto di svolta nel processo di integrazione europea.

Le manifestazioni in corso in questi giorni in Ucraina a favore della adesione all’UE pongono la giovane nazione e l’Europa stessa dinanzi alla loro impotenza.

Mentre è facile constatare che Internet ha trasformato la realtà produttiva e quindi la società e la politica in tutto il mondo, quando il Web viene pensato come strumento di democrazia diretta il giudizio diventa difficile.

Il 28 novembre 2011, a Washington D.C., al termine del classico vertice bilaterale tra UE-USA, venne annunciato che gli Stati Uniti e l'Unione avrebbero proceduto a finalizzare un'area di libero scambio. I motivi sottostanti sono molteplici, secondo le conclusioni del vertice, a partire dall'aumento della cooperazione economica tra le due aree attraverso la riduzione di tutti quegli ostacoli, di tipo tariffario e di tipo non tariffario che porteranno anche alla creazione di nuovi posti di lavoro.

Tra il 1950 e il 1954 in Europa vi furono lunghe trattative attorno alla possibilità di costituire una Comunità europea di difesa (CED) che aveva come scopo la costituzione di un esercito europeo per superare il problema del riarmo tedesco in un’ottica di reciproca integrazione e per consentire agli Stati membri della CECA di dotarsi di una politica di difesa e sicurezza.

L’unione bancaria è uno dei quattro pilastri della politica finanziaria dell’euro, insieme a quello fiscale, economico e politico.
Tutto parte dalla necessità di salvaguardare la moneta, che è il vincolo di unione più forte tra i 17 paesi.
L’unione bancaria ha già delle scadenze precise. Perchè necessaria? A che cosa serve? Come funzionerà? Chi si oppone e perché?

Il rapporto tra la cancelliera Merkel ed il presidente Hollande è stato interpretato da molti giornalisti e dagli stessi esponenti del mondo politico come un confronto tra destra e sinistra (più precisamente tra austerità e crescita), impersonato da due leader che rappresentano sia forze politiche sia paesi diversi. Pochissimi hanno invece evidenziato come la Germania si sia dichiarata pronta a creare l'unione politica europea, mentre la Francia, per l’eurozona, ha continuato a sostenere la prospettiva intergovernativa.

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