23 Giugno 2016: questa data, indubbiamente, verrà ricordata per la sua importanza storica.

I risultati del referendum sull'appartenenza del Regno Unito all'Unione Europea sono sconcertanti: la maggioranza dei cittadini votanti, in particolare le fasce della popolazione di età avanzata, hanno optato per “Brexit”, sebbene l'uscita effettiva vada ancora formalizzata e realizzata; secondo l'articolo 50 del Trattato di Maastricht, nei prossimi due anni, l'UE ed il Regno Unito dovranno contrattare le modalità di recesso, fondamentali per ripensare i loro rapporti politici.

Relazione della prima sessione su “Il processo di unificazione europea: laboratorio per un nuovo modello di convivenza tra gli Stati e tra i cittadini” del XX seminario “Il federalismo e l’unità europea” , Desenzano, 29 aprile 2016.

Il 6 aprile, presso la sala consiliare del Comune di Pavia, ha avuto luogo il XII Forum sull'Europa a conclusione del ciclo di incontri del "Progetto di educazione alla cittadinanza europea, alla mondialità e alla pace".

La crisi economica, quella dei flussi migratori e il terrorismo, spingono l’opinione pubblica a perdere fiducia nell’Unione europeaea. Ma è la pretesa di voler preservare la propria impotente sovranità che impedisce di affrontare con successo questi problemi.

Quante vittime dobbiamo ancora piangere in Europa prima che gli Stati nazionali riconoscano la loro impotenza e accettino di creare gli strumenti europei per proteggere la sicurezza dei cittadini?

Cercare di descrivere il nostro tempo non è facile. La società globale, la frammentazione dei conflitti, i rapporti internazionali sono elementi che concorrono alla formazione di un sistema complesso, la cui interpretazione è particolarmente ostica.

La COP21 ha riscosso un notevole interesse da parte della comunità scientifica, dei governi e dell'opinione pubblica. L'importanza della conferenza e degli accordi raggiunti in quella sede è da ricollegarsi al fatto che mai prima d'ora i paesi del mondo avevano trovato un’intesa globale riguardo al problema ambientale.

L’anno appena terminato è stato denso di avvenimenti drammatici che hanno investito l’Europa con una violenza che scuote le fondamenta della costruzione comunitaria.

Pochi mesi dopo Charlie Hebdo, il terrore è esploso ancora. Il livello di allarme elevatissimo continua tuttora a scuotere la vita dei cittadini, e in molti casi dichiarazioni dettate dall'angoscia generano confusione ulteriore. 

Nelle elezioni locali del 28 settembre gli indipendentisti catalani non hanno ottenuto il plebiscito sperato. Rimane però in Europa il problema di come gli Stati nazionali possano riuscire a garantire un quadro politico stabile e duraturo nel lungo periodo.

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