Nella primavera del 2002 fu presentato l’appello in cui si sollecitavano i Governi dei Paesi fondatori a costituire il primo nucleo di uno Stato federale europeo, aperto a tutti i Paesi che volessero aderirvi; l’appello era stampato su cartoline che, nelle diverse lingue, erano già preindirizzate ai Capi di Stato e di Governo allora in carica.

E’ noto che anche la sezione MFE di Ferrara decise di attuare un’iniziativa pubblica per chiedere ai cittadini di firmare le cartoline, il che avvenne in un fine settimana di aprile con un risultato molto soddisfacente; ma soprattutto si decise di sottoporre il testo dell’appello ai Consigli Comunali di tutta la provincia al fine di ottenerne un voto di approvazione. L’operazione richiese tempo e l’impegno di diversi militanti, ma si rivelò un autentico successo tanto da creare un precedente; infatti nell’arco di un anno, dal maggio 2002 al maggio 2003, tutti i ventisei Consigli Comunali esistenti in provincia di Ferrara discussero e approvarono l’appello, quasi sempre all’unanimità, ma spesso dopo un vivace dibattito che consentì a me e ad altri militanti del MFE ferrarese di mettere a fuoco il tema dello Stato europeo e l’esigenza di testimoniare la disponibilità e l’interesse delle autonomie locali a battersi per un tale obiettivo.

Confortati dalla constatazione che l’idea del nucleo federale era compresa e accettata, si decise di verificare se altrettanto si poteva dire in altre aree della regione o addirittura in aree anche più vaste; l’occasione fu offerta dal nuovo appello che venne diffuso nell’autunno del 2003 allo scopo di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle forze politiche sul fatto che il progetto di Trattato Costituzionale veniva erroneamente presentato come una vera “Costituzione”, mentre invece era solo un modesto aggiustamento dei Trattati esistenti.

Ancora una volta la Sezione MFE di Ferrara decise di attuare una raccolta pubblica di firme sulle cartoline ma, nell’ovvia impossibilità di accedere ai Consigli comunali di tante città grandi o piccole, si decise di sostituire alla parola “Cittadini” la parola “Sindaci” e si cominciò in un primo tempo a presentare il testo ai Sindaci del ferrarese, usando poi la rete dei gemellaggi esistenti per cercare di ottenere l’adesione anche di Sindaci non italiani. Anche questa operazione ha avuto un buon successo, persino superiore alle previsioni iniziali, e di seguito si cercherà di darne una sintesi.

Cronologicamente la prima doppia firma congiunta (dicembre 2003) l’hanno apposta i Sindaci dei Comuni gemellati Bondeno (FE) e Dillingen an der Donau (in Baviera), appartenenti rispettivamente ad Alleanza Nazionale e alla SPD tedesca; poco dopo (marzo 2004) si è verificato il secondo caso fra i Sindaci dei Comuni gemellati Vigarano Mainarda (FE) e Caudebeclès Elbeuf (in Normandia, il che ci ha permesso di dire a mò d’augurio che l’appello è sbarcato in Normandia). In seguito, con l’adesione del Sindaco di Ferrara e con il suo sostegno, l’operazione si è allargata all’EmiliaRomagna (Ravenna, Faenza) e ha registrato un risultato importante con l’adesione del Sindaco della città tedesca Speyer am Rhein, gemellata con Ravenna (altro esempio bipartisan), al punto che il Sindaco di Ravenna, nella sua qualità di Presidente dell’ANCI regionale, nell’ottobre 2004 scrisse una lettera ai Colleghi di tutta la regione per invitarli a sottoscrivere l’appello e a coinvolgere i Colleghi dei Comuni gemellati. La lettera aggiungeva alcuni chiarimenti ai contenuti dell’appello, rilevava che si tratta di un’operazione “dal basso” che consente di dare voce alle esigenze dei cittadini, e in particolare conteneva l’invito a creare una “rete” di Sindaci europei che condividono l’obiettivo di uno Stato federale europeo.

L’esempio dell’ANCI emiliano-romagnola ha fatto scuola e l’hanno seguito le ANCI di altre sei regioni italiane: Toscana (nell’aprile 2005), Veneto e Marche (in giugno) e più di recente Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia, che hanno diffuso fra i propri associati un appello leggermente modificato nella forma, ma praticamente identico nella sostanza; complessivamente si può calcolare che il 30% dei Sindaci italiani ha ricevuto l’invito a sottoscrivere l’appello che sollecita i Governi dei Paesi fondatori a costituire il nucleo federale.

Non sappiamo quanti Sindaci abbiano aderito, quanti abbiano coinvolto i loro colleghi europei; tuttavia di recente abbiamo avuto conferma di almeno due casi con esito positivo: YssylesMoulineaux, grosso Comune della banlieue parigina gemellato con Macerata, e Weyarn, Comune bavarese gemellato con Mirabello (FE). Fin dall’autunno dell’anno scorso abbiamo effettuato anche molti sondaggi usando i diversi mezzi disponibili (telefono, fax, email) e abbiamo avuto conferma di molte adesioni (superano abbondantemente il centinaio, coprono tutto lo spettro degli orientamenti politici e fra di esse sono molto numerose le adesioni di Sindaci di capoluoghi di provincia: tra gli altri, oltre a Ferrara, Ravenna e Macerata, anche Verona, Torino, La Spezia, Reggio Emilia, Piacenza, Rovigo, Pisa, Pistoia, Prato, Grosseto, Ancona, Pesaro, Urbino, Pavia). Risulta poi che anche l’AICCRE del Friuli Venezia Giulia ha diffuso l’appello in occasione della recente assemblea regionale.

L’operazione è quindi ancora in corso, ma già adesso si può affermare con sicurezza che l’idea del nucleo federale gode di un consenso ampio e diffuso, per cui appare ragionevole e per nulla utopico far nascere almeno in Italia, Francia e Germania una “rete” di Sindaci europei che condividono l’obiettivo di uno Stato federale europeo, così come suggerito nella lettera dell’ANCI emiliano-romagnola. Ne potrebbe derivare un segnale talmente forte da influenzare in modo decisivo gli orientamenti delle forze politiche e dei Governi.

 

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